| Specie: | Mercurialis perennis L. |
|---|---|
| Nome volgare: | Mercorella bastarda |
| Divisione: | SPERMATOFITE |
| Sottodivisione: | Angiosperme |
| Famiglia: | EUPHORBIACEAE |
| Habitat: | boschi mesofili |
| Fioritura: | da Marzo a Maggio |
| Forma: | Geofita rizomatosa |
| Durata/Portamento: | perenne |
| Colore del fiore: | verde |
| Origine: | autoctona |
| Protezione: | Nessuna |
Pianta erbacea alta 10-30 cm, comune nei boschi mediamente umidi.
Il fusto è eretto e semplice.
Le foglie alla base del fusto sono ridotte a squame, quelle cauline hanno lamina lanceolata con apice acuminato e margine dentellato.
I fiori (di 3-5 mm) sono unisessuali e dioici portati dunque su piante diverse. Sono disposti in spighe verdi allungate e ridotti ai soli stami (fiori maschili) e pistillo (fiori femminili). Essendo piccolissimi e senza nessuna appariscenza, vengono ignorati dagli insetti e sono impollinati dal vento.
Il frutto è una capsula pubescente.
Particolarità:
- Il nome del genere Mercurialis deriva dal dio Mercurio a cui è stata attribuita la scoperta delle proprietà curative della pianta.
Il nome della specie perennis si riferisce alla durata della pianta. - Tutta la pianta è velenosa, contiene in particolare un alcaloide (mercurialina), saponine, gomme, oli essenziali ed altre sostanze tossiche che danno origine a fenomeni di accumulo nell'organismo. Sono noti casi di intossicazioni di animali che hanno pascolato in ambienti ricchi di Mercorella e di esseri umani che hanno mangiato insalate primaverili contenenti una certa quantità di foglioline di questa pianta, con conseguenti severe gastroenteriti.
16/3/2017
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